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martedì 6 febbraio 2024

Il mio viaggiare da casa a casa

Già da qualche tempo mi sono resa conto che se qualche anno fa le mie esplorazioni erano quasi sempre motivate dalla ricerca, e a volte mi spingevano in luoghi, spesso naturali, selvatici e isolati, che tuttavia per le loro caratteristiche mi facevano sentire a disagio, nell’ultimo periodo ho abbracciato la mia attitudine ai viaggi che portano in luoghi amati, magari già frequentati più volte, che profumano di casa. Se poi esistono leggende che, proprio lì, in un tempo indefinito, ebbero vita, allora ecco che mi sento esattamente nel mio ambiente naturale.
Spesso certi boschi intricati, le zone di montagna più rudi e pietrose, le pietre stesse, fredde e solitarie, per quanto belle, potenti e sacre, sono luoghi nei quali non mi riconosco, a differenza di altre viaggiatrici e altri viaggiatori che, proprio in simili ambienti, si trovano perfettamente a proprio agio, talmente tanto da volerci restare il più a lungo possibile. Io invece tendo a starci quanto basta per cogliere ciò che – mi piace immaginare – è lì anche per me, e che per qualche motivo mi ha attratta, e poi volo via lontano, alla ricerca di quella che in una fiaba sarebbe una casetta calda, accogliente e colorata, quieta, luminosa e rassicurante.
Amo i luoghi dolci e gentili, morbidi e fiabeschi, i laghi dalle acque azzurro-blu, i ruscelli canterini, ma anche i castelli abitati da memorie passate e fantasmi irrequieti, i borghi antichi dalle strette vie pietrose profumate di legna bruciata, e i villaggi di montagna, con le casette di legno e pietre, le vette innevate e un fuoco acceso a scaldare le mani.
Per questo forse a volte mi sento appagata quando, dopo aver vagato alla ricerca di qualcosa, mi siedo in una caffetteria, con un caffè caldo e una fetta di torta davanti al naso.
Il mio viaggiare – sempre che così si possa chiamare, dato che non copro mai lunghe distanze e torno sempre dopo il tramontare del sole – è cambiato, ma forse è esattamente il modo di viaggiare che preferisco. Quello che porta da una casa a un altro posto che, per il benessere che mi suscita sento come se fosse un’altra casa. Il viaggio di casa in casa, dove le altre case sono amabili riflessi del mio ambiente naturale, e che per questo motivo mi permettono di ritrovarmi, di riconoscermi, di rilassarmi e di gioire, felice di essere proprio lì, con tutta me stessa. Sono questi, per me, i viaggi del cuore o dell’anima. A volte sembra che sia lei a suggerirli, perché sa che lì, o là, c’è un piccolo pezzetto di sé che vuole andare a trovare, o un piccolo specchio nel quale può specchiarsi, e riconoscersi. E io con lei.
Allora forse andare a scovare, per me, luoghi ameni che serbano memorie sacre di tempi passati, ha meno senso che ritrovare, nei miei luoghi d’anima, il mio momento sacro qui e ora, nel quale stare bene ed essere in armonia.
È proprio questo che sto cercando di fare ultimamente. Osservare, ascoltarmi, e sentire quale sia il luogo nel quale voglio trovarmi, il luogo in cui voglio essere davvero, e andare proprio lì.
Questi luoghi cambiano a seconda del momento, ma quello che ho notato è che quando riesco a muovermi ascoltando dove veramente voglio essere, e restare, ecco che proprio lì trovo segni, messaggi, brillii, che raccolgo e custodisco come gemme preziose. Servono a me, proprio a me, per vivere il sacro adesso, dentro di me, nei miei modi unici e irripetibili.
È come se un luogo o un altro mi chiamassero, in certi momenti e non in altri, e rispondendo al loro richiamo e raggiungendoli trovassi sempre ciò che cerco: un istante di gioia intensa, ispirazione, bellezza, una storia da scrivere. Luce. Me stessa.
Quando succede, torno a casa ricca, ricca dentro. E non importa se sono stata solo qualche minuto davanti a un fiume che ho già visto migliaia di volte, se ho camminato a lungo per raggiungere un lago lontano, o se sono rimasta seduta in una caffetteria familiare a leggere un libro. Quello è il luogo e il momento che devo raggiungere e in cui devo essere.
E non vi è viaggio, per me, che abbia più senso e valore di questo.

***
Fotografia di In Pursuit of Happiness

martedì 11 settembre 2018

Fra piccoli viaggi, parole e profumo di caffè

Amo esplorare posti nuovi, pieni di magia, di storia, di eco di antiche e immortali leggende... eppure uno dei momenti che amo di più quando mi immergo nei miei piccoli viaggi, è quello in cui, stanca e felice, mi siedo in qualche deliziosa caffetteria, che scelgo sempre accuratamente, per rifocillarmi e ripercorrere, con la mente e il cuore, l’esplorazione vissuta.
Quel momento in cui assaporo un buon caffè caldo, oppure una cioccolata, o un tè speziato con qualche pasticcino, e mi nutro di ciò che il mio corpo mi chiede, è anche il momento in cui mi nutro dell’esperienza appena trascorsa, facendo mie le impressioni, le intuizioni, ricordando la sensazione dello spirito del luogo, e cominciando, solo allora, a tradurre ogni cosa in pensieri, in parole e in nuova consapevolezza.
È come se in quel momento di dolce nutrimento, si concentrasse tutta l’esperienza vissuta e la sua profonda integrazione, ed è qualcosa che mi è talmente essenziale e indispensabile che non potrei mai farne a meno.
Forse è una caratteristica innata di chi, come me, è fatta per comunicare e raccontare in modo silenzioso, e di prendere coscienza di ogni cosa vissuta, dalla più piccola alla più grande.

Forse c’è chi viaggia per viaggiare, senza vivere il viaggio in profondità e senza assorbire i doni che esso porta. Ma per me viaggiare è nutrirmi, a piccoli bocconi, di qualcosa che poi necessita di tempo e introspezione per essere compreso e assorbito. Ed è questa la sostanza che cerco e che spesso mi chiama urgentemente alla partenza e alla scoperta di posti sconosciuti, così come di parti sopite di me stessa, che chiedono di vivere e di esprimersi.
Sono viaggi esteriori ed interiori, alla ricerca di ciò che ho bisogno di trovare per vivere in equilibrio e nel modo più completo possibile.
E quei momenti di rilassamento e di coccole golose, sono per me al contempo la perfetta conclusione di un viaggio, e l’inizio della loro più intima esperienza.

***

Ho sentito l’ispirazione a scrivere questo brano mentre ero seduta a un tavolino di legno a bere un ottimo caffè macchiato nella piazzetta di Varallo Sesia, mentre la luce del tramonto illuminava il Sacro Monte alla mia destra e l’aria si faceva piacevolmente fresca. L’interno del locale, di sasso e legno, è uno dei più carini che abbia visto, e non vedo l’ora di tornarci, passandoci qualche ora magari in autunno e in inverno.
Ho ripensato anche alle tante splendide giornate passate nella mia caffetteria milanese preferita, dove fra una lezione di danza e una di canto, sorseggiavo tè allo zenzero e leggevo bei libri, allietata da un lieve sottofondo di musica jazz e dalla luce calda e accogliente di quel posto, a me molto caro.
Sono momenti per me importanti, talmente importanti che non posso farne a meno, perché rispecchiano completamente la mia natura, il mio bisogno di riflettere in silenzio, ma in luoghi caldi e accoglienti, di scrivere, di sentire, di vivere ogni istante nel modo più pieno e consapevole possibile.

Fotografia raccolta da Pinterest

venerdì 31 agosto 2018

Viaggi passati

Nel raccogliere le idee sui viaggi passati, con l’intenzione di ripercorrerli e raccontarli su questo diario, mi sono resa conto che mi è impossibile, perché sono davvero tanti e ognuno talmente ricco di dettagli, di storie e di immagini che probabilmente dovrei scrivere per un mese. Così ho deciso di sceglierne tre, soltanto tre, e di appuntare solamente gli altri, riportando direttamente alle pagine che avevo già scritto e alle fotografie che avevo scattato e pubblicato nei giorni in cui li avevo compiuti.
Da questo elenco sono escluse le visite ai musei archeologici, tutte presenti comunque sulla mia pagina La Dea Madre nel Nord Italia.


Roppolo - Biella - La Roc d'la Regina e il Lago di Bertignano
Pombia - Novara - Il Ninfeo delle Matronae
Cassolnovo - Pavia - Il Ramo delle Streghe

Angera - Varese - La Rocca Borromea:
La Rocca dall'esterno
Il Giardino Medievale
Il Castello e la Torre

Le Pietre Madri:
Suno - Novara - La Preja Scalavé
Gattico - Novara - Il Sass Malò
Borgoticino - Novara - La Prea Guzza
Sesto Calende - Varese - Il Sass da Preja Buja:
La Preja Buja e la Leggenda della Pita d’Oro
La Preja Buja in inverno

Sesto Calende - Varese - La Sacerdotessa e la Tomba del Tripode

Rosazza - Biella:
Rosazza
Il rilievo delle Fanciulle

Osmate - Varese - Il Lago di Monate:
Passeggiata al Lago di Monate
La leggenda del Lago di Monate

Mergozzo - Verbano-Cusio-Ossola - Lago di Mergozzo

Varallo Sesia - Vercelli:
Varallo Sesia e il Monumento alla Stria Gatina
La storia della Stria Gatina

Caravino - Torino - Castello di Masino:
Il Castello
Il Giardino
La stanza affrescata e l'Unicorno
Le stanze speciali

Castelseprio - Varese - Il Monastero di Torba e le Monache senza volto:
La Storia
Le Leggende
Diario di Viaggio