Ogni volta è sempre diverso e sempre uguale, e mi è parso curioso che mi anche questa volta ci sia tornata in primavera, nel momento della rinascita e del risveglio. Come sempre, il sentiero che porta al giardino delle grotte era cosparso di primule, di pervinche e violette viola e bianche, di pulmonaria fiorita, di anemone nemorosa, e ovviamente, di magnifici narcisi selvatici.
Ritornare in questo magico giardino acquatico, sotto l’arco di pietra, fra le nicchie scavate nella roccia e i riflessi luminosi dell’acqua, mi ha fatta immaginare, ancora una volta, come doveva essere tanti secoli fa, quando era frequentato soprattutto dalle donne, che ponevano le pietre bianche raccolte nel torrente Magiaiga dentro l’apertura a forma di vulva, un poco nascosta nella pietra, per ricevere fertilità, e portavano offerte alle divinità femminili che qui erano onorate.
Qualche tempo fa mi ero ripromessa che appena ci fossi tornata avrei cercato la conformazione rocciosa che ricorda una fanciulla di pietra, velata, con la testa china, in preghiera o in raccoglimento. Dopo averla vista in alcune fotografie me ne ero innamorata, e nonostante avessi esplorato Ara tante volte non l’avevo mai notata. Inoltre sentivo che quella forma, quasi una presenza viva, richiamava l’energia sacra e femminile del posto. Dopo varie ricerche ho pensato che anche questa volta sarei tornata a casa senza averla trovata… poi mi sono spostata, per caso ho alzato gli occhi e lei era lì accanto a me. È stato un momento dolce ed emozionante, nel quale l’ho riconosciuta e amata. Ho cercato il punto migliore per vederla bene e scattarle qualche fotografia, perché da sotto la forma della roccia cambia – e assomiglia a un draghetto – e finalmente ho portato con me la sua immagine più bella, immersa tra i fiori e i boccioli, sulla soglia del tempo di primavera.
Ho amato Ara ancora una volta, e anche chi era con me l’ha amata molto. Questo luogo ha reso una normale giornata, nella quale avevamo avuto altri progetti e all’ultimo avevamo cambiato nettamente direzione, in una piccola magia inaspettata e non programmata.
Dopo averla incontrata di nuovo e amata ancora di più, abbiamo ripercorso il sentiero fiorito e siamo tornati alla macchina.
Quindi abbiamo proseguito verso Varallo Sesia per una fugace visita alla mia futura casetta, immersa nel canto del ruscello e degli uccellini, e quindi alla nostra miacceria preferita degli amici Silvia e Manuel, che ci hanno deliziati come sempre con le loro miacce valsesiane.
Il tempo passa, eppure Ara torna sempre… oltre il quotidiano, ritorna nei pensieri, nel desiderio, nei sogni. È un luogo fra i più magici esistenti, e ha tanto bisogno di riservatezza e di cura.
Ara non è per tutti. Le poche e i pochi che camminano fra le sue rocce con consapevolezza lo sanno.
Le sue guardiane, ancora oggi, vegliano e proteggono.
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ALBUM FOTOGRAFICO
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Per conoscere meglio le Grotte di Ara e il loro magico giardino, potete leggere i miei resoconti qui:
Le Grotte di Ara e il culto delle Dee delle Acque
Le Grotte di Ara e il Volto del Fauno
Le Grotte di Ara – Diario di Viaggio
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